Scheda editoriale
Numero pagine: 294
Formato chiuso: cm 13,5x20
Finitura: Brossura con alette

Prezzo: Euro 15,00
Codice ISBN: 978-88-98877-68-3
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Unosetteseidue

Fabrizio Magani

Carlo Lodoli, Angelo Querini, Carlo Goldoni, Gasparo Gozzi, Giuseppe Remondini, Giacomo Casanova sono dei personaggi che si presentano in Unosetteseidue. Sono accompagnati anche da tanti artisti veneziani e veneti, con il primo in testa, Giambattista Tiepolo, che sta dappertutto ed è diventato protagonista.
Il Settecento ha avuto i suoi campioni che hanno rinnovato la società e le arti, tuttavia l’autore racconta le storie di uomini presi dalle loro vite che scorrono, piene di desideri e talvolta rassegnate.
È suffi ciente guardarle nell’arco di un anno, il 1762, per avere già scritto il destino dei nostri attori, che vanno e vengono tra Venezia e Verona, alcuni con orizzonti europei, e accade che la loro realtà si possa leggere attraverso i quadri, che sono oggetti di consumo ma che offrono anche possibilità di scambi d’esperienze,
in un dialogo stretto tra fi nzione e verità.
È il tema che scivola nel racconto e che, nella circolarità delle cose che capitano, coglie il lascito vitale della pittura del passato.

 

L'AUTORE

Fabrizio Magani si è formato da Storico dell’Arte presso le Università di Padova e Venezia.
Ha svolto vari incarichi presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del
turismo, oltre a dedicarsi all’insegnamento specialistico nei campi della Museologia, del
Collezionismo e della Storia del Restauro. È autore di numerose pubblicazioni scientifi
che, prevalentemente di area veneta tra il XVII e il XIX secolo, tra cui si ricordano: Antonio
Bellucci
(1995), Vaghezza, decoro, lume “spiritoso” e chiaro. Percorsi del classicismo nella
pittura del Seicento veneto
(2001), Gli occhi sul paesaggio: aspetti della raffi gurazione della
natura nel Settecento
(2002), A colloquio con Mantegna. Immagine e fama degli affreschi
Ovetari tra Settecento e Ottocento
(2006), La terracotta della Cappella Ovetari (2010), Una
nobile eccezione: Giambattista Tiepolo a Palazzo Canossa
(2011).

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